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Piano Particolareggiato area industriale zona DE4 localita’ “Ca’ dell’Orbo” a Castenaso (BO)


Il Piano Urbanistico Attuativo (PUA) è di iniziativa privata ed è relativo all’area DE-4 “area Comune di Bologna” che comprende terreni di proprietà comunale, localizzati all’incrocio delle vie Cà dell’Orbo e Bargello a Castenaso (Bologna).
E’ redatto ai sensi dell'Art. 31 della L.R. 20/2000 del 24-03-2000 e dell’Art. 9 delle Norme Tecniche di Attuazione del vigente PRG del Comune di Castenaso (BO).
Con una Superficie territoriale di 149.000 mq prevede l’urbanizzazione e detta regole per l’edificazione comprendendo la previsione di due dotazioni territoriali esterne al comparto e non previste dal PRG, consistenti nella realizzazione di una rotonda viaria e di una pista ciclabile posta nel lato sud della via Bargello.
L’area è compresa tra le “zone interessate da possibile danno prodotto da stabilimenti a rischio di incidente rilevante” e corrispondono alle aree di danno individuate dal CTR (Comitato Tecnico Regionale) nel verbale n° 218 del 27 ottobre 2004.
Interessano inoltre il comparto le aree a rischio di lesioni irreversibili e aree a rischio di lesioni reversibili.
Oikos Ricerche si è occupato della progettazione esecutiva delle opere di urbanizzazione primaria (Stima sommaria delle opere di urbanizzazione, rete fognaria acque chiare e nere, sistema di laminazione, rete Enel, rete telefonica, schema illuminazione pubblica, reti gas e acqua e segnaletica).

 

Progetto definitivo ed esecutivo della “Casa dei Risvegli Luca de Nigris” nell’ambito del complesso dell’Ospedale “Bellaria” a Bologna



La Casa dei Risvegli è una struttura residenziale sanitaria extraospedaliera (tipologia delle Residenze Sanitarie per Disabili) per soggetti gravemente disabili, completamente non autosufficienti. Gli obiettivi della struttura sono:
-   Offrire ospitalità residenziale temporanea mantenendo l’utente nel contesto socio-familiare e geografico di appartenenza;
-   Facilitare il recupero della vigilanza e della coscienza;
-   Fornire assistenza riabilitativa specifica e continuativa, sia nelle componenti relative al progetto riabilitativo di struttura sia in quelle relative ai progetti riabilitativi individuali;
-   Fornire alle famiglie assistenza psicologica e formazione specifica.
L’idea architettonica della Casa dei Risvegli si genera da due rapporti: quello tra spazio privato e spazio collettivo, e quella tra spazio interno costruito e spazio esterno, della natura e del paesaggio.Le dieci unità abitative e l’unità edilizia dei laboratori e dei servizi sono fortemente individualizzate e allo stesso tempo sono componenti di un organismo più complesso, unitario nella concezione organizzativa e nella forma.
Lo spazio di connessione interna - una sorta di portico vetrato apribile che rappresenta anche lo spazio filtro verso il giardino - raccorda e unifica con un segno architettonico semplice ma forte i tre blocchi delle unità abitative e quello, più grande, dei laboratori e degli spazi tecnici; negli spazi di separazione tra i blocchi trovano posto luoghi di soggiorno comune, aperti verso il parco, e la piccola hall di accesso pedonale e snodo funzionale del complesso. Il percorso si chiude in un piccolo spazio di raccoglimento (lo spazio religioso) nel quale possono essere tenute funzioni religiose e incontri di riflessione.
Le unità abitative hanno una dimensione di quasi 33 mq. (42 con il bagno), articolati in un piccolo spazio di accesso, in un locale bagno (ovviamente attrezzato per le esigenze di assistenza del paziente), e in un vasto ambiente funzionalmente suddiviso in due: una parte è destinata al paziente, e vi si concentrano le attrezzature tipiche di questa struttura: dal letto mobile in altezza al binario attrezzato per gli spostamenti, dal soffitto sonoro alla struttura con schermo a cristalli liquidi per videoproiezioni, fino alle attrezzature di ripresa (generale e di dettaglio) per il controllo in tempo reale delle reazioni agli stimoli sensoriali.
Il secondo spazio è organizzato per la permanenza, anche prolungata, di un familiare, con la possibilità di cucinare i pasti (angolo di cottura) o di passare la notte in un letto a scomparsa che può anche essere accostato - una volta aperto - a quello del paziente.
Nonostante il forte contenuto tecnologico, l’unità abitativa si presenta con un aspetto marcatamente tradizionale: all’esterno è realizzata in muri di mattoni faccia a vista, e il coperto a due falde con manto in tegole di laterizio ne sottolinea il carattere geometrico e la tipologia archetipa della casa.
La parete di fondo dell’unità abitativa è aperta con ampie finestre verso l’esterno (anche se è possibile intervenire con schermature oscuranti), vale a dire verso la stanza all’aperto, piccolo giardino attrezzato per potere ospitare il paziente in modo appartato e protetto, ma con un contatto diretto con la natura, emblematicamente rappresentata da un albero di specie diversa per ogni unità.
Alla solidità della struttura muraria tradizionale delle unità si contrappone la leggerezza della struttura degli spazi di circolazione e sosta e della parete-diaframma verso il giardino, realizzata  in acciaio verniciato e vetro. Lo spazio comune di accesso e distribuzione si allarga in alcuni punti e diventa soggiorno comune a disposizione dei pazienti, degli operatori e dei familiari.
Questo quieto, naturale rapporto con il parco dell’Ospedale Bellaria attribuisce alla Casa dei Risvegli un carattere che nessuna architettura con sistemazioni esterne realizzate ex novo potrebbe possedere: quello di una natura già adulta che non solo circonda, ma entra nella composizione degli spazi della Casa, e partecipa al dialogo tra spazi interni ed esterni.
 

Progetto di una nuova piazza di un edificio destinato a Teatro, Biblioteca Comunale e Ufficio stranieri nel centro di Casalgrande (RE).

 



Con la realizzazione del Centro Culturale l’Amministrazione comunale di Casalgrande ha reso disponibili per i cittadini una serie articolata di spazi che possono ospitare manifestazioni di vario genere: spettacoli teatrali e musicali, mostre, incontri. Tra gli obiettivi del progetto vi era anche quello di riqualificare una vasta area adiacente alla sede comunale ed alla Piazza Martiri della Libertà, dando continuità spaziale alla percezione e alla fruizione pubblica dei luoghi.
Il risultato è stato ottenuto attraverso il disegno di una nuova “piazza” di forma pressoché quadrata, orientata secondo la maglia stradale principale e collocata, per ragioni funzionali e spaziali, legate all’orografia del luogo, in posizione leggermente rialzata, alla quota ( + m. 1,50) della copertura del grande parcheggio interrato che prima occupava gran parte dell’area. Ai margini della nuova piazza si collocano un piccolo corpo edilizio all'angolo sud (foyer al piano terra e biblioteca al primo piano), che costituisce l'accesso principale al complesso teatrale, e sui due lati nord ed est sono previsti spazi di verde di arredo e percorsi di raccordo visivo e di collegamento alla piazza superiore.
L’edifico del Centro Culturale occupa metà della piazza, assumendo una forma triangolare con la facciata principale leggermente convessa, mentre l’altra metà, completamente libera, può essere attrezzata per ospitare manifestazioni all’aperto, complementari a quelle dell’edificio. Sotto la piazza un grande parcheggio in parte destinato ai residenti ed in parte all’uso pubblico.
L’edificio, concepito come piazza coperta, “pieno” speculare al “vuoto” della piazza, si caratterizza per una volumetria a geometria semplice, con copertura inclinata ad unica falda, ascendente in direzione nord: la quota variabile consente di organizzare in modo articolato i volumi interni in relazione alle diverse esigenze: sala e volumi tecnici del teatro, spazi su uno o più livelli per le altre funzioni.
Dal punto di vista funzionale l’edificio si propone come una struttura complessa e polifunzionale, in grado di fungere da attrattore di pubblico per tutto l’anno e in momento diversi della giornata.
Gli spazi dell’edificio sono destinati a Teatro comunale, Biblioteca, Spazio espositivo, Ufficio stranieri, vani tecnici e accessori e alloggio del custode.
L’ingresso al teatro avviene attraverso il corpo edilizio che ospita il foyer-atrio di ingresso, oltre alla biglietteria e a un piccolo punto di ristoro; questo spazio può essere utilizzato anche per piccoli concerti di musica da camera e incontri. Dal foyer si accede al guardaroba e alla sala principale, che ha una capienza complessiva di 286 posti a sedere. La sala è a tutta altezza, con il volume definito da un controsoffitto di forma ondulata. Al piano terra sono collocati inoltre i servizi tecnici di palcoscenico, parte dei camerini per gli artisti, alcuni piccoli locali, mentre i depositi delle attrezzature sono nell’interrato. Gli spazi del teatro proseguono al primo piano, dove sono situati altri spazi di deposito, gli uffici di gestione e la restante parte dei camerini. Al secondo piano sono situate due salette per l'insegnamento della musica e le eventuali prove degli artisti.
L’accesso alla biblioteca è situato nella parte nord dell’edificio, sottolineato da una piccola zona porticata. La biblioteca si sviluppa al primo e secondo piano e il primo livello è in parte su doppio volume. Al secondo livello sono concentrati gli spazi per i bambini e i ragazzi, oltre all'emeroteca; questo livello si affaccia sul livello inferiore con una grande vetrata. Ad entrambi i piani è previsto anche uno spazio libero per la lettura dei quotidiani, collocato nello spigolo nord dell'edificio.
Lo spazio espositivo ha un collegamento diretto, attraverso quattro grandi aperture, con la “piazza alta” che può fungere così, nella bella stagione, da vero e proprio prolungamento all’aperto delle esposizioni.

 

 

Progetto definitivo, esecutivo e direzione lavori dell’intervento di restauro degli edifici ex Cinema ed ex Cantine nel Borgo di Colle Ameno a Sasso Marconi (BO



Il complesso di Colle Ameno rappresenta l’unico esempio conservato in tutta la Valle del Reno dell’illuminismo bolognese, costruito a metà del ‘700 dal marchese Ghisilieri, come centro signorile di soggiorno estivo, di attività culturali, d’arte, di ricerca scientifica, nonché di varie attività economiche, agricole ed artigianali, secondo lo spirito dell’illuminismo.
Dal punto di vista architettonico e funzionale, Colle Ameno si presenta come un sistema complesso nel quale si sovrappongono e si integrano aspetti spaziali ed organizzativi; il borgo è costituito da zone “nobili” e da zone a destinazione produttiva e di residenza subordinata.
Compongono la parte “nobile” del complesso: la Villa e la Palazzina Davia, con la Grande Corte e il Parco storico, che rappresentano il massimo livello di monumentalità, e sono tuttora in stato di grave degrado con parziali crolli; l’edificio detto ex-Scuderie, annesso alla Villa, destinato oggi a residenza, la Chiesa, costruita nel 1675 e rinnovata prima del 1750, restaurata dalla Fondazione Marconi ed utilizzata per piccole esposizioni; il Borgo, formato da tre schiere di abitazioni e spazi artigianali, con preminenza di rapporto tra due di esse affacciate su un percorso di attraversamento. Quest’ultimo è inteso come asse generatore dell’insediamento, orientato verso nord in direzione di Bologna, e con l’accesso segnato da un ampio voltone. La parte residenziale del Borgo è abitata da 41 famiglie.
Il complesso è di proprietà del Comune di Sasso Marconi e in minima parte della Fondazione Guglielmo Marconi. Tutto il complesso, sia gli edifici sia gli spazi esterni, è tutelato.
Il primo intervento realizzato riguarda il restauro delle residenze, sviluppato da OIKOS Ricerche a partire dalla domanda di finanziamento presentata al Ministero Lavori Pubblici nel 1985 sui fondi della L.94/1982 (interventi sperimentali di recupero) fino alla progettazione e direzione lavori dell’intervento, conclusosi nel 1994. Successivamente all’avvenuto restauro ad usi residenziali del Borgo (33 alloggi) sono stati effettuati interventi di restauro – sempre con progetto e direzione lavori da parte di OIKOS Ricerche -  dell’edificio ex-Scuderie (8 alloggi), della sala delle feste e degli spazi annessi come sede di esposizioni e manifestazioni culturali e degli “spazi della memoria della Resistenza”, delle ex-cantine come sede di botteghe artigiane e la completa sistemazione degli spazi esterni, compreso il restauro del Parco e la realizzazione di un parcheggio (esterno alla zona monumentale) per residenti e visitatori.

 

Progetto per la realizzazione di 18 alloggi e spazi accessori nel P.E.E.P. del Comune di San Pietro in Casale (BO)

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L'intervento in oggetto riguarda il lotto n. 10 del P.E.E.P. del comune di San Pietro in Casale, assegnato alla Cooperativa edificatrice San Silvestro di Crevalcore, ed è costituito da due edifici “a blocco”, uno di 3 piani oltre al piano terra (edificio 1), il secondo di 2 piani più il piano terra (edificio 2), che ospitano in totale 18 alloggi.
I due edifici sono posti in posizione centrale rispetto al lotto, con il fronte di ingresso principale rivolto verso il percorso pedonale che attraversa l’area del P.E.E.P. e sono collocati specularmene l'uno rispetto all'altro.
Sul retro dei due edifici, servite da un percorso carrabile, sono le autorimesse collocate in un corpo edilizio autonomo che contiene anche le cantine: le autorimesse sono in totale 14, abbinate ad altrettante cantine, mentre sono disponibili altre 4 cantine autonome e 6 posti auto all’aperto, di cui due per handicappati.
L'edificio di tre piani più il piano terra è visitabile, così come previsto dalla legge 13, mentre per il secondo, che a norma di legge non ha l'obbligatorietà dell'ascensore, è stato comunque predisposto il vano corsa, in modo da facilitare l'eventuale inserimento dell'ascensore stesso in un momento successivo. Tutti i percorsi esterni che collegano gli edifici con i corpi edilizi delle autorimesse e della cantine e con le aree di sosta esterne sono privi di dislivelli e pavimentati, in modo da garantire la percorribilità di tutti gli spazi anche alle persone con ridotte capacità motorie o sensoriali. Sono stati inoltre previsti due posti auto riservati per eventuali portatori di handicap, in prossimità degli edifici e degli spazi di sosta all'aperto.

 
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